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Qualche decina di cambiamenti di voto ha reso possibile l'adozione. Il canone 915 e Monsignor Aillet hanno posto la conseguenza sacramentale.
Il Salon Beige pubblicava il 17 luglio 2026 un elenco nominativo dei deputati che hanno cambiato voto tra il voto del 30 giugno (prima lettura) e quello del 15 luglio (adozione definitiva) della legge relativa all'aiuto a morire. Alcune decine di parlamentari hanno fatto cambiare il risultato: alcune astensioni si sono trasformate in voti favorevoli, alcuni voti contrari sono diventati astensioni, molto pochi hanno fatto il percorso inverso. Il movimento, meccanicamente, ha giocato a favore dell'adozione.
Avevamo già analizzato la meccanica parlamentare imposta dall'esecutivo, dal calendario accelerato dall'Eliseo ai protocolli di applicazione preparati già da febbraio 2026. I cambiamenti di voto confermano la fragilità della convinzione politica di fronte alla pressione dell'agenda e dei gruppi. Il canone 915 del Codice di diritto canonico del 1983 dispone che coloro che persistono con ostinazione in un peccato grave e manifesto non sono ammessi alla santa comunione. Monsignor Aillet, vescovo di Bayonne, Lescar e Oloron, ha già applicato pubblicamente questa regola avvertendo i deputati cattolici della sua circoscrizione. Coloro che, cattolici dichiarati, hanno cambiato il loro voto tra i due scrutini portano una responsabilità personale ancora più grave: sapevano, hanno ceduto.
Il suffragio di un deputato non è un semplice gesto procedurale, impegna la persona davanti a Dio e davanti alla storia. Preghiamo per coloro che, a titolo personale, hanno ceduto, e chiediamo ai loro pastori il coraggio della verità caritatevole.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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