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Tre anni appena dopo il testo di François (13 maggio 2023), Leone XIV promulga il 31 luglio 2026 una nuova Legge fondamentale che aggiorna l'organizzazione dello Stato della Città. Il quarto testo costituzionale dal 1929.
Lo Stato della Città del Vaticano, nato dal Trattato del Laterano dell'11 febbraio 1929, si è dotato successivamente di tre Leggi fondamentali: quella di Pio XI (1929), quella di Giovanni Paolo II del 26 novembre 2000 (in vigore dal 22 febbraio 2001) e quella di Francesco del 13 maggio 2023 (in vigore dal 7 giugno 2023). Il 31 luglio 2026, Leone XIV firma il quarto testo costituzionale della Città, promulgato al termine di appena tre anni di applicazione del precedente.
L'agenzia Zenit conferma il 31 luglio 2026 la promulgazione da parte di Leone XIV di una nuova Legge fondamentale « che aggiorna l'organizzazione dello Stato della Città del Vaticano ». Il testo si inserisce nel solco della costituzione apostolica Praedicate Evangelium (19 marzo 2022), che aveva riformato la Curia romana senza modificarne l'ordine canonico fondamentale. Saranno necessari i commenti canonistici dettagliati per misurare l'esatta portata delle modifiche introdotte.
La sovranità temporale vaticana è un mezzo ordinato alla libertà del ministero petrino. Il Concilio Vaticano I, nella costituzione dogmatica Pastor aeternus (18 luglio 1870, capitolo III), ha definito la primazia di giurisdizione del Successore di Pietro sull'intera Chiesa; spetta ai dispositivi giuridici concordatari e statali garantirne l'esercizio pubblico. Il Trattato del Laterano del 1929, poi la Legge fondamentale dello stesso anno firmata da Pio XI, hanno fondato l'articolazione moderna tra autorità spirituale universale e personalità statale internazionale.
Promulgando un nuovo testo a distanza di appena tre anni da quello del suo predecessore, Leone XIV manifesta come la riforma istituzionale romana resti un cantiere aperto. La sfida, per i fedeli, va oltre la tecnica giuridica: la chiarezza costituzionale condiziona l'esercizio ordinato del governo petrino. In merito alla nomina di Giovanni Boscia all'IOR (16 luglio 2026), avevamo analizzato questa stessa logica di consolidamento amministrativo.
Non essendo ancora stato analizzato nel dettaglio dai canonisti, è opportuno sospendere il giudizio sulla portata esatta delle modifiche. Da monitorare: la ripartizione delle competenze tra la Commissione pontificia per lo Stato, il Segretariato di Stato e il Governatorato, questione su cui la Legge del 2023 aveva già spostato gli equilibri. La coerenza con Praedicate Evangelium sarà uno dei criteri di valutazione.
Lo Stato della Città del Vaticano non è una monarchia temporale ereditata dal passato: è il contenitore giuridico della libertà pontificia. La preghiera per il Sommo Pontefice, menzionata già nel Canone romano, rimane il primo atto concreto con cui il fedele sostiene questa libertà visibile del Successore di Pietro.
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Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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