Léon XIV a Castel Gandolfo: « Non lasciamo che i venti della guerra spengano la speranza »

Seguito della vicenda : Parigi attende il Papa: diecimila volontari per un incontro storico· Episodio 11/11

Rome 1 h ago0Aggiungi ai preferiti

Léon XIV a Castel Gandolfo: « Non lasciamo che i venti della guerra spengano la speranza »
Illustration : Marie Yukimura Saitō

Angelo del 12 luglio 2026: il Papa medita la parabola del seminatore, poi lancia un appello sul golfo Persico e l'Ucraina.

Il fatto

Angelus domenicale del 12 luglio 2026 da Castel Gandolfo. Leone XIV ha commentato prima la parabola del seminatore (Mt 13, 1-23), sottolineando la generosità di Dio che non smette di seminare la sua Parola nonostante i nostri indurimenti. Poi, nel suo appello post-angelus, ha lanciato un grido sulla situazione internazionale: « Non lasciamo che i venti della guerra spengano la fiamma della speranza e il cammino del dialogo. » Il Papa ha nominato la ripresa dei bombardamenti nel golfo Persico e la prosecuzione della guerra in Ucraina, chiamando alla ripresa delle vie diplomatiche.

La nostra lettura

Avevamo seguito i suoi primi gesti: Lampedusa il 4 luglio, l'appello ai costruttori di comunione rivolto alla FABC, la preparazione di Parigi. L'Angelus di questa domenica appartiene alla stessa trama. Il Papa non lascia la scena d'estate: Castel Gandolfo non è un ritiro, è un posto di osservazione. La villa estiva torna a essere ciò che è stata a lungo sotto Pio XII e Paolo VI, un luogo da cui il Successore di Pietro veglia sui fronti dove la speranza vacilla.

Questo doppio registro è significativo. Da un lato, la meditazione sulla Parola seminata: Leone XIV si inserisce in una pedagogia paziente, quella che rifiuta di misurare la fecondità di Dio sulla base dei nostri immediati fallimenti. Dall'altro, una parola pubblica sui conflitti. Il Papa si unisce qui alla dottrina costante del seggio apostolico. Giovanni Paolo II lo diceva nel 2003: « La guerra è sempre una sconfitta dell'umanità. » Leone XIV riprende il suo taglio senza enfasi.

Da meditare

La speranza non è un clima ma una virtù teologale (CIC n. 1817). Non si protegge dai venti, si ancora al Cristo. Questa settimana, nelle nostre parrocchie, preghiamo per la pace in unione con il Santo Padre. Nominare i fronti è già rifiutare la loro banalizzazione.

Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.

La nostra redazione
Questo articolo ti è stato utile?

7 persone hanno apprezzato questo articolo

Mi piace
Abbé Grégoire MassonVaticaniste & théologien
Prêtre et théologien, il suit le Magistère contemporain et les questions de droit canonique.
Condividi:
Rubriche
Esplora
Informazioni