Rome à l'instant7Aggiungi ai preferiti

Prima visita in terra italiana dall'elezione: il papa ha scelto Lampedusa, il cimitero e la Porta d'Europa. Una continuità assunta con il gesto di Francesco del luglio 2013, preludio alla visita parigina.
Papa Leone XIV ha effettuato il 4 luglio 2026 la sua prima visita pastorale in terra italiana dall'elezione. Ha scelto Lampedusa, l'isola siciliana diventata simbolo della crisi migratoria mediterranea. Secondo Vatican News, si è recato prima al cimitero dell'isola, poi alla Porta d'Europa, in omaggio ai migranti morti in mare. Sono seguiti un incontro con i migranti e i volontari, e una celebrazione eucaristica. Avevamo annunciato questa visita nella nostra edizione precedente.
La scelta di Lampedusa non è neutra. Riprende, parola per parola, il gesto fondatore di papa Francesco, che vi si recò l'8 luglio 2013, per il suo primo viaggio fuori Roma. Leone XIV ne assume la continuità, ma vi aggiunge un accento proprio. Vatican News riporta che ha dichiarato alle autorità dell'isola: «Gli atti hanno bisogno di un cuore, il papa è vicino a voi». La formula rimanda a Fratelli tutti (n. 128), dove il predecessore insegnava che «un cuore aperto al mondo intero» precede ogni politica migratoria. Rimanda anche al concilio Vaticano II, in Gaudium et Spes (n. 27), che annovera tra le «vergogne» i trattamenti «che fanno violenza alla persona umana». La visita prepara, a poche settimane di distanza, quella del papa a Parigi. Essa ancora il pontificato in una geografia della periferia, nel senso in cui Francesco aveva coniato questa espressione.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
Accedi per partecipare alla discussione.
Ce geste me rappelle que l’Évangile se vit les pieds dans la poussière, pas seulement les mains jointes.
Et si c’était justement cette poussière qui écrivait les pages les plus vraies de l’histoire ?
Un pape à Lampedusa, c’est fort, mais est-ce que l’Italie et l’Europe entendent vraiment le message au-delà de la photo ?
Enfin un pape qui montre que la foi n’est pas qu’une affaire de prières entre quatre murs, mais un engagement concret pour les plus vulnérables.
Un geste symbolique, oui, mais est-ce que l'Église ne devrait pas aussi peser sur les lois, pas seulement sur les cœurs ?
Le geste et la loi ne s’opposent pas : l’Église a toujours agi sur les deux, mais c’est aux fidèles de porter cette voix dans l’arène politique.
Un pape sur une île-frontière, c’est beau, mais est-ce que ça fera bouger les politiques qui ferment les ports ?
Un symbole fort, mais combien de médias en parleront encore dans trois mois ? Les gestes s’effritent quand l’attention se détourne.
Ce voyage à Lampedusa me touche parce que c’est justement là où on attend le moins la parole de l’Église qu’elle prend tout son sens.
Paris attend le Pape : dix mille bénévoles pour une rencontre historique