RomeRiservato ai membri 32 min ago0Aggiungi ai preferiti

Il pontefice promuove alla carica episcopale un prelato che ha pubblicamente sostenuto le benedizioni delle unioni dello stesso sesso e minimizzato la gravità morale della sodomia. Il gesto imbarazza la linea post-Fiducia supplicans.
Avevamo aperto, a giugno, il filo delle ambiguità intorno a Fiducia supplicans (DDF, 18 dicembre 2023), seguendo la vicenda del cardinale Radcliffe e poi le reazioni coordinate delle conferenze episcopali africane. Il pontificato di Leone XIV, che inizialmente mostrava un orientamento più classico, era atteso per le chiarificazioni. La nomina episcopale tedesca annunciata questa settimana complica la lettura.
Il 9 luglio 2026, LifeSiteNews riporta che Leone XIV ha nominato monsignor Christian Würtz ordinario della diocesi di Eichstätt (Baviera). Il nuovo vescovo ha approvato, come membro dell'assemblea sinodale tedesca, diversi testi del Cammino sinodale (Synodaler Weg, 2019-2023) che negavano l'insegnamento cattolico sull'omosessualità, in particolare quelli che autorizzavano le benedizioni liturgiche delle unioni dello stesso sesso e minimizzavano la gravità morale degli atti omosessuali, presentati come non « gravemente peccaminosi ». Roma aveva tuttavia, in più occasioni, disapprovato queste orientamenti dottrinali, in particolare con la Lettera del DDF del 10 novembre 2023 agli vescovi tedeschi.
Il Catechismo n° 2357 qualifica esplicitamente gli atti omosessuali come « intrinsecamente disordinati » e ricorda che sono contrari alla legge naturale. Persona humana (Congregazione per la Dottrina della Fede, 29 dicembre 1975, n° VIII) e Homosexualitatis problema (CDF, 1° ottobre 1986, n° 3) affermano questa dottrina senza ambiguità. Amoris laetitia (2016) non ha cambiato nulla su questo punto. Fiducia supplicans stessa (n° 31 e 39) distingue la benedizione pastorale dalla benedizione liturgica, ma questa distinzione si basa sull'assenza di sanzione di uno stato di vita oggettivamente contrario alla legge divina. Un pastore che inverta questa distinzione contraddice il testo stesso che lo autorizza.
Una nomina episcopale non riguarda solo il governo della Chiesa: ha una portata dottrinale di fatto. Affidare la diocesi di Eichstätt, sede di un'antica tradizione (fondata nell'VIII secolo da sant'Willibaldo), a un pastore che ha pubblicamente sottoscritto testi devianti su un punto non secondario della morale oggettiva introduce una confusione duratura, in Germania come nella Chiesa universale. Essa indebolisce l'autorità degli vescovi africani, sudamericani e asiatici che, dal 2024, portano da soli il peso di opporre una lettura rigorosa di Fiducia supplicans.
L'argomento possibile a favore di questa nomina consisterebbe nel distinguere opinioni private e carica pubblica. Non regge qui: monsignor Würtz si è impegnato in assemblea sinodale, pubblicamente, su testi strutturanti per la pastorale tedesca. Il DDF manterrà il silenzio, o pubblicherà una chiarificazione, come nell'affare Radcliffe? La coerenza di Roma si gioca meno nei testi che nella sanzione delle deviazioni.
Preghiamo perché gli vescovi siano i custodi fedeli del deposito ricevuto (1 Tm 6, 20). Il vero servizio pastorale nasce dalla verità, mai contro di essa. San Paolo esorta Timoteo a predicare « a tempo e a tempo opportuno » (2 Tm 4, 2). Che Leone XIV senta, nel silenzio dei suoi consiglieri, la domanda del popolo che attende un pastore che confermi i suoi fratelli nella fede (cf. Lc 22, 32).
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Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
Il cardinale Radcliffe e le benedizioni: la linea dottrinale in tensione