Rome 24/06/20265Aggiungi ai preferiti

Il 20 giugno, Leone XIV visitava Pavia. Una bambina gli poneva la domanda sulla violenza nel mondo. La sua risposta: *«Basta parole di odio, di bullismo, di guerra»*. Un assaggio del suo stile pastorale in vista di Parigi.
Il 20 giugno 2026, Leone XIV si è recato in visita pastorale a Pavia. Accolto in piazza Duomo da circa 1.500 fedeli - tra cui giovani del Grest e della comunità peruviana locale - ha risposto a una bambina che lo interrogava sulla violenza nel mondo. La sua risposta: «Basta parole di odio, di bullismo, di guerra. Siate una comunità viva, costruttori di pace e promotori di riconciliazione.»
La visita a Pavia rivela lo stile pastorale di Leone XIV a poche settimane dal suo arrivo a Parigi: diretto, alla portata di un bambino, radicato nella vita concreta delle comunità. Non parla di pace in modo astratto; risponde a una domanda reale posta da una bambina reale in una città reale. È una catechesi ambulante.
La sua risposta si ricollega all'insegnamento evangelico costante: «Beati gli operatori di pace» (Mt 5,9). L'appello a essere «promotori di riconciliazione» rimanda a 2 Cor 5,18-19, dove Paolo presenta la riconciliazione come il ministero proprio di coloro che hanno ricevuto la grazia: «Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.»
La pace non è un risultato politico: è una vocazione battesimale. I diecimila volontari che preparano Parigi l'hanno capito.
Nelle vostre famiglie, parrocchie, scuole cattoliche: quali spazi di vera riconciliazione avete creato questa settimana? La pace comincia lì, non altrove.
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C’est exactement ça, cette simplicité qui touche. Au caté, les petits répètent « paix » sans même y penser, et ça finit par nous faire réfléchir aussi.
C’est touchant, oui, mais est-ce que ces mots suffisent vraiment à changer les choses au quotidien ?
C’est vrai que deux mots simples peuvent tout changer. On a trop l’habitude des grands discours, là c’est net et ça touche.
Des belles paroles, mais concrètement, comment on fait pour être des « bâtisseurs de paix » au quotidien ? Un exemple, ça aiderait.
Il a raison, c’est clair et ça touche. Mais est-ce que ça suffit pour que les gens arrêtent vraiment de se détester ?
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