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Un gruppo di ventisei sacerdoti della diocesi di Monaco-Frisinga firma una dichiarazione pubblica contro l'applicazione diocesana di Fiducia supplicans da parte del loro arcivescovo, il cardinale Reinhard Marx.
Il 24 luglio 2026, Infovaticana riporta la pubblicazione di un testo collettivo firmato da ventisei sacerdoti della diocesi di Monaco-Frisinga, formalmente indirizzato al cardinale Reinhard Marx, che denuncia l'applicazione diocesana delle benedizioni di coppie "irregolari" e omosessuali autorizzate da Fiducia supplicans (Dicastero per la Dottrina della Fede, 18 dicembre 2023). Il cardinale Marx, membro del Consiglio dei cardinali (C9) e figura motrice del Cammino sinodale tedesco, era stato uno dei più ferventi promotori dell'estensione di queste benedizioni nella sua diocesi.
I firmatari chiedono l'immediata interruzione delle pratiche diocesane stabilite, considerate incompatibili con la dottrina cattolica. Il testo rimprovera all'arcivescovo di aver presentato queste benedizioni come una forma di riconoscimento ecclesiastico, mentre Fiducia supplicans escludeva esplicitamente ogni assimilazione liturgica e ogni forma che si avvicinasse al sacramento del matrimonio. Questa rivolta interna prolunga un'inquietudine già espressa dalle conferenze episcopali africane già a gennaio 2024. Avevamo già riportato, nelle pubblicazioni #944, #984 e #1425, le tensioni legate alla nomina di vescovi tedeschi pro-benedizioni e l'incoerenza segnalata a Roma.
Il cuore del dibattito rimane dottrinale. Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna, al numero 2357, che gli atti omosessuali sono "intrinsecamente disordinati" e non possono in alcun caso ricevere "approvazione". Il numero 2358 ricorda simultaneamente l'accoglienza dovuta alle persone omosessuali, "con rispetto, compassione e delicatezza". Fiducia supplicans si collocava in questo equilibrio: benedire le persone, non un'unione. La Congregazione per la Dottrina della Fede, nel suo Responsum del 22 febbraio 2021 (firmato Ladaria), aveva già rifiutato ogni benedizione di unioni omosessuali. Lo slittamento diocesano monacense supera un confine che la Dichiarazione romana del 2023 aveva esplicitamente chiuso.
Il segnale è doppio. Da un lato, un clero si alza all'interno della stessa diocesi del suo arcivescovo: la resistenza sacerdotale non è più l'apanaggio della Fraternità San Pio X. D'altra parte, la domanda posta a Roma è diretta. Leone XIV ha nominato di recente un vescovo tedesco pro-benedizioni a Eichstätt (pubblicazione #961), mentre il Dicastero per la Dottrina della Fede non ha più commentato pubblicamente l'applicazione diocesana del testo da diversi mesi. La coerenza romana è in gioco.
Il silenzio prolungato del Dicastero per la Dottrina della Fede è sorprendente. Il cardinale Fernández aveva affermato il valore "puramente pastorale" delle benedizioni; l'applicazione tedesca, presentata come quasi liturgica, lo contraddice senza che Roma intervenga. Il "puramente pastorale" rimane un concetto vago finché non è giuridicamente definito.
Preghiamo per questi sacerdoti e per l'unità della diocesi di Monaco. Il richiamo di Persona humana (Congregazione per la Dottrina della Fede, 29 dicembre 1975) rimane: la verità antropologica della sessualità non è negoziabile in nome di una pastorale supposta.
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Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
Il cardinale Radcliffe e le benedizioni: la linea dottrinale in tensione