Libano: la missione di un prete nel cuore della crisi e della guerra

Seguito della vicenda : Accordo USA-Iran: il protocollo firmato, Ormuz aperto poi richiuso, i cristiani attendono· Episodio 13/14

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Libano: la missione di un prete nel cuore della crisi e della guerra
Illustration : Marie Yukimura Saitō

Un diario pubblicato su La Croix racconta la vita quotidiana di un prete in un Libano in rovina. Economia crollata, famiglie rovinate, dignità mantenuta dalla carità della Chiesa.

Il fatto

Il 10 luglio 2026, La Croix pubblica un diario di bordo di un prete libanese la cui parrocchia attraversa la crisi economica e di sicurezza che colpisce il Paese dei Cedri dal 2019, aggravata dalla guerra regionale del 2024-2025. « Abouna, puoi prestarmi 300 dollari? »: la domanda, diventata ordinaria nel suo quotidiano pastorale, dice l'ampiezza del naufragio sociale. Salari pubblici scesi a meno di cento dollari al mese, risparmi bloccati nelle banche da sei anni, famiglie cristiane lacerate tra partire e restare. Avevamo mostrato, in occasione del cessate-il-fuoco fragilizzato e dell'appello comune dei Patriarchi di Terra Santa del 3 luglio, quanto i cristiani del Levante restassero i grandi dimenticati degli accordi regionali. Il diario di questo prete ne dà il volto quotidiano.

La nostra lettura

I cristiani del Libano formano oggi l'unica comunità cristiana d'Oriente a godere ancora di un peso istituzionale notevole, garantito dal patto nazionale del 1943 (presidenza maronita, seggi parlamentari ripartiti). Il Santo Padre ha a lungo vegliato su questo fragile equilibrio. San Giovanni Paolo II, nell'esortazione apostolica Una speranza nuova per il Libano (1997), ricordava la parola pronunciata nel 1989: « Il Libano è più di un paese, è un messaggio. » Questo messaggio è oggi minacciato da un esodo di massa. La parte cristiana, maggioritaria nel 1943, è scesa a circa un terzo della popolazione, e continua a ridursi sotto l'effetto dell'emigrazione. La carità concreta dei preti di strada, che prestano, ascoltano, danno, incarna la dottrina sociale: essa rifiuta la logica del solo soccorso istituzionale per mantenere viva la prossimità. Il CEC (n. 2447) iscrive nelle opere di misericordia corporali l'aiuto diretto ai bisognosi, forma eminente della carità fraterna. Quando lo Stato rinuncia, la Chiesa porta.

Da meditare

Ricordarsi che la Terra Santa include il Libano. Sostenere l'Opera d'Oriente, la Custodia francescana, l'AED per il loro lavoro in Libano. Pregare per i preti che restano, spesso soli, nelle parrocchie impoverite. « Non preoccupatevi del domani: a ogni giorno basta la sua pena » (Mt 6, 34). Ma la speranza cristiana non è mai fatalismo.

Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.

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Pierre-Antoine VasseurGrand reporter, Église universelle & persécutions
Grand reporter, il suit l'Église universelle et les chrétiens persécutés à travers le monde.
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