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Ricevuto da Vatican News nell'ambito dei lavori vaticani sull'IA, il professore taiwanese Lee Lin-Shan, specialista del riconoscimento vocale del cinese, invita a rallentare la corsa tecnologica.
Il 17 luglio 2026, Vatican News in edizione tedesca riporta le parole di Lee Lin-Shan (李琳山), professore alla National Taiwan University e pioniere del riconoscimento vocale del mandarino, ricevuto nell'ambito dei lavori vaticani sull'intelligenza artificiale: la corsa tecnologica deve prendersi « una pausa ». L'intervento si inserisce nel solco dei lavori della Commissione interdicasteriale vaticana sull'IA, riunita dal 17 giugno 2026 al Palazzo San Calisto, e fa eco alla Dichiarazione di Roma sulle armi e l'IA firmata a luglio.
Non è un caso che un ricercatore che ha costruito le fondamenta del riconoscimento automatico del cinese venga in Vaticano a chiedere un freno. Avevamo visto, con l'enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV, la Chiesa riportare l'uomo al centro di una questione che l'industria pretendeva puramente tecnica. L'appello di Lee Lin-Shan valida sul piano pratico ciò che la dottrina poneva come principio: la velocità non è una virtù quando priva la ragione del suo tempo proprio. San Tommaso ricorda che la prudenza, virtus prima delle virtù cardinali, richiede un intervallo tra l'appetito e l'atto (Somme théologique, IIa-IIae, q. 47). La macchina, invece, comprime questo intervallo fino ad abolirlo. Un pioniere che chiede una pausa riconosce, senza nominarlo, che l'ordine naturale del deliberare umano è stato superato.
La prudenza non è un freno morale esterno, ma la misura interna della ragione. Che la Chiesa, con Leone XIV, offra questo linguaggio a un mondo che non ne dispone più, ecco il primo servizio che rende alla modernità.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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