Intelligences 36 min ago0Aggiungi ai preferiti

Aleteia riporta l'obbligo imposto di indossare telecamere frontali a operai in India e in Cina, i cui gesti filmati servono ad addestrare i robot chiamati a sostituirli. La logica della sostituzione scende fino al laboratorio.
Il 10 luglio 2026, Aleteia riporta, a seguito di un'inchiesta del Guardian, una pratica in rapida espansione in fabbriche in India e in Cina: l'obbligo per gli operai di indossare durante l'orario di lavoro delle telecamere fissate sulla fronte. Queste telecamere riprendono ogni gesto. I video vengono poi utilizzati per addestrare modelli di robotica capaci, in futuro, di eseguire gli stessi compiti. Il principio si estende progressivamente ad altri settori e ad altre geografie, nei mestieri di traduzione, di redazione o di analisi: il dipendente alimenta, con il suo stesso lavoro, la macchina che deve sostituirlo.
La dottrina sociale della Chiesa, a partire da Laborem exercens (1981), afferma la primazia del senso soggettivo del lavoro: il lavoro è fatto per l'uomo, l'uomo non è fatto per il lavoro (n. 6). Questo principio oggi si ribalta. L'operaio è convocato non per lavorare, ma per trasmettere il suo sapere corporeo alla macchina che lo sostituirà. Il papa Francesco, in Fratelli tutti (2020, n. 168), avvertiva che il progresso tecnologico non è neutro e può, se mal orientato, ridurre la persona alla sola funzione utilitaristica. Antiqua et Nova, la nota del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cultura e l'Educazione (28 gennaio 2025), ricorda che l'intelligenza artificiale non può usurpare il posto della persona umana, né nel lavoro, né nel discernimento morale. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 2427) sottolinea che « il lavoro umano procede immediatamente da persone create a immagine di Dio ». Lo slittamento in corso è doppio. Da un lato, la dignità dell'operaio diventa invisibile; egli è ridotto a un flusso di immagini utilizzabili. Dall'altro, la macchina si appropria di una competenza che l'uomo le ha consegnato senza misurare il dono che concedeva. La domanda tomista rimane intera: la macchina può imitare le operazioni esteriori, ma non ne possiede il principio interiore.
Rifiutare la ingenuità tecnologica. Chiedere, in azienda, cosa viene fatto dei dati e delle immagini prodotte dal lavoro. Pregare per coloro che temono di essere sostituiti, in India, in Cina, in Occidente. Sostenere le iniziative cattoliche di formazione professionale che rimettono la persona al centro. La tecnica non è mai neutra: ci forma tanto quanto è formata da noi.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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