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A Moygashel, su un « bonfire » lealista dell'11 luglio, è stata bruciata una maquette di una moschea. La sede primaziale di Armagh, cattolica e anglicana, risponde con un raro comunicato congiunto.
Ogni 11 luglio, la notte dei grandi falò apre le commemorazioni lealiste del 12 in Ulster. A Moygashel (contea di Tyrone), nella notte tra il 10 e l'11 luglio 2026, una maquette a grandezza naturale di una moschea è stata impilata in cima a un rogo e bruciata davanti a una folla. Vatican News e la Catholic News Agency riportano che i due arcivescovi di Armagh, il primate cattolico e il primate della Chiesa d'Irlanda, hanno pubblicato un comunicato congiunto condannando un gesto antimusulmano e invitando al rispetto della libertà religiosa, alla compassione e alla solidarietà verso la comunità musulmana.
Il primato condiviso di Armagh è uno dei pochi luoghi d'Europa dove cattolici e anglicani coesercitano un'autorità morale comune. Che i due arcivescovi firmino insieme un tale testo non è un fatto da poco: è un giudizio ecumenico portato su una pratica comunitaria lealista, in una regione dove la Chiesa cattolica rimane minoritaria e dove il ricordo dei conflitti del 1969-1998 pesa ancora. Dignitatis Humanae (Vaticano II, 1965) ricorda che la libertà religiosa è un «diritto fondato sulla dignità stessa della persona umana» (n° 2). Nostra Aetate n° 3 esorta a «dimenticare il passato» e a lavorare «alla comprensione reciproca» tra cattolici e musulmani. Bruciare una maquette di un luogo di culto, qualunque esso sia, ferisce questa esigenza.
La testimonianza cattolica in Europa non si gioca più solo nel rapporto con la secolarizzazione. Si gioca anche nella capacità di difendere pubblicamente la dignità religiosa dell'altro, anche quando non è dei nostri. Pregare per la piccola comunità musulmana dell'Ulster, per la pace civile della provincia, e per un 12 luglio che torni a essere festa piuttosto che provocazione.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.