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Keir Starmer lascia in eredità ciò che definisce il « parlamento più gay del mondo ». Per i cattolici britannici, la clausola di coscienza è ora sotto pressione diretta.
Alla vigilia dello scioglimento del parlamento britannico, LifeSiteNews riporta il 3 luglio 2026 che Keir Starmer rivendica pubblicamente l'eredità di un governo laburista che avrebbe costituito il « parlamento più gay del mondo ». Il bilancio include un'estensione dei diritti transgender, politiche di DEI (diversità, equità, inclusione) imposte nella funzione pubblica e una revisione delle protezioni legali per le persone religiose che rifiutano di avallare queste politiche nella loro vita professionale. In totale, una svolta ideologica di fondo che va ben oltre le questioni elettorali.
Avevamo seguito la decisione della giustizia scozzese che ordinava il ritiro dei detenuti maschi dalle prigioni femminili – segno che la realtà resiste all'ideologia. Il caso Starmer illustra l'altra faccia: quando la classe politica abbraccia pienamente l'agenda di genere, le istituzioni vengono rimodellate in profondità e duraturamente. In Europa continentale, il segnale arriva anche da Bruxelles: la presenza di von der Leyen al Pride di Budapest il 29 giugno 2026 mostrava che l'Unione europea ha fatto di queste politiche un marcatore di normalizzazione istituzionale. Il Regno Unito, fuori dall'UE, percorre la stessa strada per via nazionale. Per i cattolici britannici, la clausola di coscienza nelle professioni sanitarie, dell'educazione e della funzione pubblica è ormai sotto pressione diretta, senza lo scudo di alcuni testi europei di protezione della libertà religiosa.
La libertà religiosa non è solo il diritto di pregare nello spazio privato: è il diritto di agire secondo la propria coscienza nella vita pubblica e professionale. Il Concilio Vaticano II lo afferma esplicitamente in *Dignitatis Humanae* (n. 3): « L'uomo non deve essere costretto ad agire contro la propria coscienza né impedito di agire secondo essa. » Questo diritto, nell'Europa occidentale, è sempre meno garantito nei fatti.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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C’est inquiétant de voir la clause de conscience menacée, surtout quand la foi est vécue au quotidien avec respect pour tous.
On peut défendre la liberté de conscience sans faire de ce parlement une caricature, non ?
Un parlement plus divers, soit, mais où est la place pour ceux qui croient encore à la différence naturelle des sexes ?
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