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L Spagna presenta a Roma un dossier di almeno dieci decisioni episcopali future, primo terreno di sperimentazione su larga scala dei criteri dottrinali rivendicati dal Dicastero per i vescovi.
Abbiamo aperto il 17 luglio 2026 il filo delle nomine episcopali sotto Leone XIV, con l'intervista concessa a Infovaticana dal cardinale Iannone che ha rivelato i criteri pontifici. Infovaticana torna il 21 luglio su un caso concreto e massiccio: la Spagna. Quattro diocesi vacanti e sei vescovi ordinari oltre i 75 anni formano un dossier iberico di almeno dieci decisioni future, la più grande ondata di nomine attese da un decennio in questo territorio.
Secondo Infovaticana (21 luglio 2026), la Spagna presenta a Roma quattro sedi episcopali attualmente vacanti e sei vescovi ordinari che hanno presentato le loro dimissioni ai sensi del canone 401 § 1 CIC 1983 (dimissioni all'età di settantacinque anni). Il rinnovo, se portato a termine nei prossimi mesi, coinvolgerà una parte importante dell'episcopato spagnolo in una Chiesa attraversata dalla crisi vocazionale e dal ritiro istituzionale degli ordini religiosi (abbiamo riportato il 16 luglio la chiusura di cinque case gesuite in Spagna).
Il regime canonico è chiaro. Il canone 377 § 1 CIC 1983 riserva al Pontefice romano la libera nomina dei vescovi o la conferma di quelli legittimamente eletti. Il canone 401 organizza la rimessa dell'incarico a 75 anni. La Costituzione apostolica Praedicate Evangelium (Francesco, 19 marzo 2022) affida al Dicastero per i vescovi la preparazione delle pratiche, la consultazione dei nunzi apostolici e la presentazione della ternaria al Santo Padre. La procedura è metodica e riservata. Lascia al Sommo Pontefice un potere discrezionale assoluto, temperato dalla consultazione collegiale.
Dieci nomine concentrate offrono a Leone XIV un laboratorio concreto per applicare i criteri rivendicati dal suo Dicastero per i vescovi: ortodossia dottrinale, governance pastorale, senso missionario. La Spagna è il primo grande territorio europeo in cui questi criteri diventeranno visibili su larga scala. Ogni nomina segnalerà l'orientamento adottato di fronte alle tensioni vive della Conferenza episcopale spagnola sulla sinodalità, la liturgia, la vita religiosa e la relazione con il potere civile.
Il rischio è doppio. Prima di tutto, la lentezza: le nomine episcopali conoscono a volte ritardi considerevoli, e la sede vacante prolungata indebolisce la governance diocesana. Poi, la contraddizione con il filo radcliffe-benedizioni-2026: Roma ha recentemente nominato oltre Reno un vescovo pubblicamente favorevole alle benedizioni omosessuali (abbiamo riportato il 7 e il 9 luglio). Ogni nomina spagnola dovrà essere letta alla luce di questa coerenza dottrinale.
Pregare per i vescovi che saranno nominati e per i diocesi vacanti. Non cedere all'illusione secondo cui una nomina risolverebbe, da sola, le crisi pastorali. Seguire la cronaca delle annunci su Infovaticana e la stampa episcopale spagnola.
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Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
Nominations épiscopales sous Léon XIV : critères, méthode, tensions