Léon XIV accetta le dimissioni di un vescovo peruviano accusato di abusi: la rigore confermata

Seguito della vicenda : Nominations épiscopales sous Léon XIV : critères, méthode, tensions· Episodio 2/2

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Léon XIV accetta le dimissioni di un vescovo peruviano accusato di abusi: la rigore confermata
Illustration : Marie Yukimura Saitō

Mgr Antonio Santarsiero Rosa ha presentato le sue dimissioni a 75 anni, in un contesto di accuse che contesta. Léon XIV le ha accettate il 15 luglio. Un gesto istituzionale di cui bisogna leggere tutta la portata.

Il fatto

Il papa Leone XIV ha accettato, con effetto dal 15 luglio 2026, le dimissioni di Monsignor Antonio Santarsiero Rosa, vescovo peruviano, in un contesto segnato da accuse di abusi sessuali che l'interessato ha negato e che erano emerse pubblicamente ad aprile 2026 (CNA / EWTN, 16 luglio 2026). Le dimissioni erano state presentate dal vescovo in occasione dei suoi 75 anni a giugno, in base al canone 401 § 1 del Codice di diritto canonico del 1983, che prevede che ogni vescovo diocesano, una volta raggiunti i settantacinque anni compiuti, è invitato a presentare la rinuncia al suo ufficio. L'accettazione romana, in questo contesto, si inserisce nella linea del motu proprio Vos estis lux mundi (Francesco, 7 maggio 2019, riedito nel 2023) che rende gli vescovi personalmente responsabili del trattamento degli abusi.

La nostra lettura

Il gesto, discreto nella forma, è ambiguo per necessità giuridica. Le dimissioni per età canonica non comportano alcun giudizio sulle accuse stesse, ancora soggette alla presunzione di innocenza, ma l'accettazione romana, resa pubblica tempestivamente, invia un messaggio: Roma non intende prolungare la responsabilità pastorale di un vescovo in un clima che compromette il suo incarico. Il pontificato di Leone XIV intende chiaramente perseguire questa esigenza senza concessioni, come già lasciava intendere il cardinale Filippo Iannone nel suo intervento del 17 luglio su Infovaticana. Il Perù, dove lo scandalo del Sodalitium Christianae Vitae aveva già coinvolto diversi vescovi e portato alla dissoluzione dell'associazione da parte della Santa Sede, rimane sotto particolare sorveglianza del Dicastero per la Dottrina della Fede.

Da meditare

Salutiamo la fermezza istituzionale e ricordiamo la presunzione di innocenza dovuta a Monsignor Santarsiero Rosa. La giustizia ecclesiastica e quella civile seguiranno il loro corso. Ci aspettiamo dalla Commissione pontificia per la protezione dei minori un rapporto pubblico annuale, come chiedono i fedeli da diversi anni.

Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.

La nostra redazione
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Abbé Grégoire MassonVaticanista e teologo
Sacerdote e teologo, segue il Magistero contemporaneo e le questioni di diritto canonico.
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