Rome 25/06/20261Aggiungi ai preferiti

Avevamo seguito la contestazione canonica della minaccia di scomunica nei confronti dei fedeli della FSSPX. La Fraternità ha appena trasmesso una dichiarazione di fede solenne al Papa e ai cardinali, a cinque giorni dal concistoro del 30 giugno.
Avevamo segnalato, in questo filo, che un sacerdote contestava la validità canonica della minaccia di scomunica formulata dal cardinale Fernandez nei confronti dei fedeli che frequentano le messe della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Nuovo sviluppo: la FSSPX stessa ha trasmesso una dichiarazione di fede solenne al papa Leone XIV e ai membri del Collegio cardinalizio, secondo LifeSiteNews, a pochi giorni dal concistoro straordinario del 30 giugno. Questo documento esprime l'adesione della Fraternità all'integralità del deposito della fede cattolica e riafferma il suo legame con la Sede Apostolica, pur mantenendo le sue riserve su alcuni testi del Vaticano II e sulla loro ermeneutica.
Questo gesto merita di essere letto con attenzione. Da un lato, conferma che la FSSPX non si colloca al di fuori della Chiesa nelle sue intenzioni: afferma la sua fede cattolica e il suo legame con il successore di Pietro. Dall'altro, indirizzando questa dichiarazione anche ai cardinali – e non solo al Papa –, cerca di ampliare il suo pubblico e di bypassare la via strettamente gerarchica. Canonisticamente, questa dichiarazione non ha valore giuridico proprio: solo un accordo formale con la Santa Sede potrebbe regolarizzare la situazione della Fraternità. Tuttavia, costituisce un atto di buona volontà che Roma non può ignorare alla vigilia del 1° luglio, data ultima fissata dal cardinale Fernandez. La lettera di Benedetto XVI del 2009 – che ricorda che la partecipazione a una messa della FSSPX è illecita ma non invalida, e non causa di scomunica latae sententiae – rimane sullo sfondo di tutta questa situazione (can. 1364). La FSSPX gioca la carta della comunione spirituale, in attesa della regolarizzazione canonica.
« Che tutti siano una cosa sola » (Gv 17, 21). L'unità della Chiesa non è uniformità, ma comunione nella verità. Preghiamo affinché il 30 giugno sia una data di avvicinamento, non di rottura.
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Ils ont raison d’insister, mais à force d’attendre une réponse claire de Rome, on finit par se demander s’ils ne parlent pas dans le vide.
FSSPX : Léon XIV lance un dernier appel avant le 1er juillet