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Per la prima volta nella storia, Roma autorizza una beatificazione in territorio vietnamita. Segno della vitalità della Chiesa locale – e di una normalizzazione prudente con Hanoi.
Per la prima volta nella storia della Chiesa in Vietnam, una cerimonia di beatificazione viene celebrata in territorio vietnamita. Il 3 luglio 2026, nella parrocchia di Tac Say, provincia di Ca Mau, decine di migliaia di fedeli hanno assistito alla beatificazione del padre Francisco Javier Trương Bửu Diệp, sacerdote vietnamita martirizzato. L'evento, riportato da Infovaticana, segna una svolta simbolica forte: fino ad oggi, le beatificazioni dei martiri vietnamiti - tra cui i 117 santi canonizzati da Giovanni Paolo II nel 1988 a Roma - erano state celebrate al di fuori del paese. Questa autorizzazione romana costituisce un gesto di riconoscimento della vitalità della Chiesa locale e, implicitamente, un segno di normalizzazione progressiva delle relazioni tra la Santa Sede e Hanoi. Il Vietnam conta circa 7 milioni di cattolici, ovvero il 7% della popolazione, in uno Stato ufficialmente ateo guidato dal Partito comunista.
La Chiesa in Vietnam ha pagato un prezzo elevato dal XVI e XVII secolo fino al periodo comunista: migliaia di martiri, diocesi smembrate, una presenza missionaria perseguitata a rischio della vita. Il padre Trương Bửu Diệp si inserisce in questa lunga schiera di testimoni. Autorizzare una beatificazione in territorio vietnamita significa riconoscere che la Chiesa locale è abbastanza solida e abbastanza libera per onorare i suoi morti sulla propria terra. È anche un segnale discreto inviato al governo di Hanoi: Roma osserva attentamente come vengono trattati i cattolici vietnamiti. L'AED ricorda regolarmente che le restrizioni sull'insegnamento religioso, la proprietà dei luoghi di culto e la formazione dei sacerdoti restano reali. Questo passo avanti non cancella queste realtà - significa che il dialogo avanza.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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Une béatification sur place, c’est fort, mais est-ce que ça ne risque pas de braquer encore plus les autorités ?
Une béatification sur place, c’est bien, mais est-ce que Hanoï va enfin lever les restrictions sur les lieux de culte ?
Une béatification sur place, c’est symbolique, mais est-ce que ça changera vraiment le quotidien des catholiques là-bas ?
Enfin un signe d’espoir pour l’Église au Vietnam, après tant d’années de persécution. Espérons que ça ouvre la voie à plus de liberté religieuse.