Monde 25 min ago0Aggiungi ai preferiti

Il caso del vescovo di Estelí, brevemente detenuto a fine giugno e poi posto sotto sorveglianza, ha raggiunto un nuovo livello: la CIDH è stata interpellata.
Abbiamo seguito, a fine giugno, la breve detenzione e poi la residenza sorvegliata imposta a Monsignor Abelardo Mata Guevara, vescovo emerito di Estelí, dopo una messa in cui chiedeva preghiere per la Chiesa perseguitata. Il 17 luglio 2026, la vicenda assume una nuova dimensione diplomatica: la Commissione interamericana dei diritti umani, organo dell'Organizzazione degli Stati americani, esige dal regime Ortega-Murillo che informi immediatamente sul destino del vescovo e garantisca la sua vita e la sua integrità.
L'intervento della Commissione interamericana non è una procedura ordinaria. Inserisce il regime Ortega-Murillo nella lista degli Stati del continente sospettati di gravi violazioni dei diritti fondamentali, insieme al Venezuela e a Cuba. Prolunga la lunga serie di persecuzioni già documentate: Monsignor Rolando Álvarez in esilio forzato in Vaticano, sacerdoti arrestati, congregazioni espulse, scuole cattoliche nazionalizzate. Portes Ouvertes include il Nicaragua nella sua World Watch List 2026 tra gli Stati in cui la Chiesa cattolica è strutturalmente ostacolata. Aide à l'Église en Détresse lo considera uno dei suoi punti critici per l'America Latina.
Pregare per Monsignor Mata, per i vescovi nicaraguensi e per i fedeli ridotti al silenzio. Sostenere concretamente Aide à l'Église en Détresse e Portes Ouvertes, i cui rapporti fondano oggi l'azione diplomatica e mediatica. Ricordare ai nostri eletti che la libertà religiosa è il primo dei diritti, e che si misura innanzitutto con il destino riservato ai pastori.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
Nicaragua: la Chiesa sotto il giogo di Ortega