Rome 13 h ago0Aggiungi ai preferiti

I gesuiti di Spagna annunciano cinque chiusure di comunità in un trimestre. Sintomo visibile di un arretramento strutturale delle vocazioni nell'ordine di san Ignazio.
Infovaticana riporta il 16 luglio 2026 la chiusura di cinque comunità gesuite in Spagna nei tre ultimi mesi. La Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Loyola e approvata da Paolo III nella bolla Regimini militantis Ecclesiae del 27 settembre 1540, invoca la contrazione del numero di religiosi e l'impossibilità di mantenere presenze diventate sotto-organizzate.
Il contesto è globale: l'ordine è passato da circa trentaseimila membri a metà degli anni sessanta a meno di quindicimila oggi. La Spagna concentra diversi secoli di storia ignaziana, e queste chiusure non sono semplici aggiustamenti. Dicono qualcosa del modello. La Compagnia, portata da un legame stretto con la modernità cattolica post-conciliare, non riesce più a reclutare in Europa occidentale, mentre altre comunità, più attaccate alla tradizione liturgica e a una vita regolare rigorosa, continuano ad attrarre i giovani. Il Concilio di Trento ricordava già che la vita religiosa suppone un'identità dottrinale chiara e una regola vissuta. Le vocazioni seguono prima di tutto la santità visibile, non l'aggiustamento pastorale.
Il Signore insegna: « La messe è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il padrone della messe di mandare operai per la sua messe » (Lc 10, 2). Pregare per le vocazioni, sostenere i seminari che portano frutto, rifiutare l'analisi puramente sociologica di un declino che è prima di tutto spirituale.
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