Europe 26/06/20267Aggiungi ai preferiti

Un giudice scozzese ha appena ordinato il ritiro degli uomini che si identificano come donne dagli istituti penitenziari femminili. Una decisione giudiziaria che fa giurisprudenza in Europa e che dà ragione a coloro che mettevano in guardia sul mettere in pericolo le detenute vulnerabili.
Un giudice scozzese ha emesso una decisione che ordina il trasferimento dei detenuti di sesso maschile – inclusi quelli che si identificano come donne e possiedono un "certificato di riconoscimento del genere" – fuori dalle carceri femminili della Scozia.
La decisione segue un ricorso presentato da associazioni per la difesa dei diritti delle donne, in particolare Scottish Women's Aid e For Women Scotland, che da diversi anni denunciano i concreti rischi di aggressioni sessuali negli istituti di fatto misti.
Questa decisione si inserisce in un contesto giuridico più ampio: la Corte Suprema del Regno Unito aveva già stabilito nel maggio 2025 che la nozione di "donna" nell'Equality Act 2010 designa una donna biologica, e non una persona di sesso maschile in possesso di un certificato di genere.
La protezione delle persone vulnerabili contro l'ideologia di genere. Le carceri sono ambienti chiusi in cui la vulnerabilità delle detenute è strutturale. Diversi incidenti sono stati documentati nel Regno Unito, in Scozia e in Canada, dove delinquenti sessuali maschi, trasferiti dopo la dichiarazione di identità femminile, hanno commesso aggressioni su altre detenute. La decisione scozzese è una risposta diretta a questi casi documentati.
La sussidiarietà e le istituzioni intermedie. La pressione per introdurre politiche di genere radicali nelle carceri è venuta principalmente dai governi regionali e nazionali, spesso contro il parere dei direttori degli istituti e delle associazioni di base. La decisione giudiziaria inverte questa logica: protegge le persone concrete da una politica astratta imposta dall'alto.
Una giurisprudenza che potrebbe fare scuola in Europa. Il diritto europeo della non discriminazione (Direttiva 2006/54/CE, Carta dei diritti fondamentali dell'UE, articolo 21) non affronta esplicitamente questa questione. Ma la decisione scozzese, basata sulla protezione delle donne biologiche come categoria protetta, potrebbe essere invocata in altri paesi europei confrontati con le stesse pressioni.
La mappatura delle resistenze giudiziarie. La Scozia si aggiunge a una lista che si allunga: il Dipartimento di giustizia americano sotto l'amministrazione Trump, il Canada di Poilievre, l'Ungheria di Viktor Orbán. Queste resistenze provengono da tradizioni politiche molto diverse. Ciò che hanno in comune è la stessa intuizione: le politiche di genere radicali entrano in conflitto con la protezione delle persone vulnerabili concrete.
La dottrina sociale della Chiesa non parla direttamente della politica penitenziaria delle nazioni. Ma pone un principio fondamentale di sussidiarietà (Centesimus Annus, n. 48; Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1883): le decisioni devono essere prese al livello più vicino alle persone interessate, e i livelli superiori non devono interferire con ciò che i livelli inferiori possono fare.
La protezione delle donne detenute è qui una questione di protezione del debole e del vulnerabile. Laudato Si' (LS, n. 49) ricorda che "la nostra casa comune" include i più fragili. Le donne incarcerate, spesso vittime di violenze precedenti, sono tra le più fragili dei fragili.
C'è anche una questione di verità. La decisione scozzese, riconoscendo che il sesso biologico è un criterio pertinente per la protezione delle persone, rifiuta la sostituzione di un'identità dichiarata con una realtà corporea. È un'affermazione di buon senso che la dottrina cattolica della persona umana – corpo e anima indissociabili (CEC, n. 362-368) – sostiene pienamente.
La questione non è innanzitutto politica. È antropologica.
Si può organizzare la convivenza sociale basandosi unicamente su identità dichiarate, indipendentemente dalla realtà corporea? La decisione scozzese risponde: no, almeno negli ambienti chiusi in cui la vulnerabilità fisica è determinante.
Per i cattolici impegnati nel dibattito pubblico europeo, questa decisione offre un punto di appoggio prezioso: il diritto può e deve proteggere le persone concrete dalle astrazioni ideologiche. È ciò che il diritto naturale ha sempre affermato. È utile vedere un tribunale confermarlo.
Nel Regno Unito, diversi rapporti parlamentari hanno documentato tra il 2019 e il 2024 incidenti di aggressione in istituti penitenziari di fatto misti. In Scozia, il caso di Isla Bryson (delinquente sessuale maschile trasferito in una prigione femminile nel 2023) aveva provocato uno scandalo politico nazionale e accelerato il ricorso giudiziario.
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Enfin une décision qui fait du bien, on respire un peu. Les femmes en prison ont déjà assez à subir.
Enfin une décision qui a du sens, on ne peut pas ignorer la réalité biologique quand il s'agit de sécurité en prison.
Enfin une décision qui protège vraiment les femmes en prison, c'est rassurant de voir que le bon sens peut encore l'emporter.
Enfin une décision qui fait du bien, on pense trop peu aux femmes en prison et aux risques qu’elles subissent.
Enfin une décision qui a du bon sens. On ne peut pas ignorer la réalité biologique, même avec les meilleures intentions.
Enfin une décision qui prend en compte la sécurité des femmes en prison, pas seulement les théories.
Enfin une décision qui rappelle que la sécurité des femmes en prison, c'est pas négociable. On peut pas faire semblant que le risque n'existe pas.
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