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I vescovi d'Europa approvano il progetto di un 28° regime europeo di diritto delle società - a condizione che non si paghi con la protezione dei lavoratori. Approvazione critica in linea con la dottrina sociale.
La Commissione degli Episcopati dell'Unione Europea (COMECE) è intervenuta il 22 luglio 2026, in una presa di posizione rilanciata da Vatican News in francese, sul dibattito intorno al 28° regime europeo di diritto delle società. Questo progetto, promosso dalla Commissione europea con la denominazione « EU Inc. » (European Incorporated), mirerebbe a armonizzare il quadro giuridico applicabile, in particolare alle start-up, per rafforzare la loro competitività. La COMECE sostiene l'iniziativa, ma con una condizione esplicita: che essa « sia accompagnata da garanzie sociali solide, da misure di protezione dei lavoratori » e da dispositivi di co-determinazione. Il comunicato ricorda che la corsa alla competitività europea non può « indebolire i diritti sociali » acquisiti.
Abbiamo seguito, nelle ultime settimane, la mobilitazione dei vescovi d'Europa sulle radici cristiane del continente e poi sulla crisi del logos evocata dal cardinale Sarah. Il fronte si allarga: la voce magistrale si porta ora sull'economico, dove si gioca la protezione concreta del lavoratore e della famiglia. La posizione della COMECE è dottrinalmente equilibrata: né rifiuto di principio della modernizzazione economica europea, né approvazione cieca del riflesso competitivo. La dottrina sociale non accetta l'opposizione tra competitività e dignità del lavoro. Rerum Novarum (Leone XIII, 1891) poneva già che il salario non potrebbe essere fissato dalla sola legge del mercato senza considerazione per ciò che è necessario al lavoratore per vivere dignitosamente, lui e la sua famiglia. Centesimus Annus (Giovanni Paolo II, 1991), al numero 43, ricorda che l'impresa libera è legittima solo se ordinata al bene comune e alla dignità della persona. Quello che la COMECE chiede è quindi esattamente in linea con la dottrina magistrale: approvare lo strumento, ordinarlo alle protezioni del lavoro, della famiglia e della solidarietà intergenerazionale.
L'Europa non si salverà imitando i modelli economici che la indeboliscono, né abbandonando le categorie più esposte alla sola logica del mercato. Che i cattolici impegnati nelle istituzioni europee portino questa voce magistrale equilibrata: è ancora udibile, ed è ancora attesa.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
Gioventù cattolica e istituzioni europee: la COMECE forma i suoi referenti