Monde 9 min ago0Aggiungi ai preferiti

Dopo diversi giorni di prigionia, i parrocchiani rapiti in una chiesa del plateau centrale sono stati salvati, ma uno di loro non è sopravvissuto.
Seguiamo da diverse settimane l'intensificazione della violenza anti-cristiana in Nigeria, oltre la sola Middle Belt. Il 4 luglio, un nuovo passo è compiuto nello stato di Ekiti, nel sud-ovest del paese: i parrocchiani rapiti il 28 aprile 2026 in una chiesa sono salvati, ma uno di loro è morto in cattività.
Infovaticana riporta, sulla base di fonti ecclesiastiche locali, che le forze di sicurezza dello stato di Ekiti, nel sud-ovest della Nigeria, hanno liberato questo sabato 4 luglio la maggior parte dei fedeli rapiti dal 28 aprile, quando un gruppo armato aveva fatto irruzione in una chiesa per prenderli in ostaggio. Uno degli ostaggi, la cui identità non è stata comunicata ufficialmente, è morto in cattività, senza precisazioni immediate sulle cause. L'operazione ha coinvolto forze di sicurezza, negoziazioni pastorali e pressione diplomatica. Nessun rapitore è stato, a questo stadio, identificato pubblicamente.
Il fatto estende al sud-ovest del paese la geografia della violenza documentata dall'Osservatorio per la Libertà Religiosa in Africa: in sei anni, i cristiani hanno portato un fardello sproporzionato nel Plateau; la contaminazione verso Ekiti conferma che il fenomeno non è più circoscritto alla Middle Belt. La morte del fedele in cattività ricorda che una liberazione non cancella la violenza. L'enciclica Fratelli Tutti, ai nn. 279-280, ricorda che la fraternità universale esige che nessuno si senta dispensato dal preoccuparsi delle miserie umane e che la libertà religiosa è la prima pietra della convivenza. La Conferenza episcopale nigeriana esige, a ragione, un'azione federale risolta, senza accontentarsi di compassione episodica.
Pregare per i prigionieri e le vittime, sostenere concretamente le parrocchie di Ekiti e della Middle Belt tramite l'AED e Portes Ouvertes, scrivere alle ambasciate nigeriane per ricordare che la liberazione degli ostaggi non può essere una politica per default.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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Nigeria: la persecuzione silenziosa nella Middle Belt