Rome 12 h ago0Aggiungi ai preferiti

Mgr Luc Terlinden, di ritorno dal sinodo generale della Chiesa d'Inghilterra a York, propone che la Chiesa cattolica apra a sua volta il dibattito sull'ordinazione di uomini sposati.
Infovaticana riporta, il 16 luglio 2026, la dichiarazione di Monsignor Luc Terlinden, arcivescovo di Malines-Bruxelles e presidente della Conferenza episcopale del Belgio, al ritorno del sinodo generale della Chiesa d'Inghilterra, tenutosi a York. L'arcivescovo ritiene opportuno aprire nella Chiesa cattolica il dibattito sull'ordinazione di uomini sposati al ministero presbiterale, prendendo come esempio la disciplina anglicana.
Il celibato sacerdotale latino rientra nella disciplina ecclesiastica, non nel dogma. È stato reso obbligatorio per la Chiesa latina dal secondo concilio del Laterano nel 1139. Paolo VI lo ha solennemente riaffermato nella sua enciclica Sacerdotalis caelibatus del 24 giugno 1967. Il concilio Vaticano II, nel Presbyterorum ordinis 16, ricordava l'alta convenienza del celibato con il sacerdozio ministeriale. Più recentemente, il sinodo dell'Amazzonia del 2019 aveva proposto l'ordinazione di viri probati sposati; il papa Francesco, nell'esortazione apostolica Querida Amazonia del 2 febbraio 2020, non ha accolto questa proposta. Terlinden riapre quindi un dossier recentemente chiuso, senza mandato magisteriale.
Nel merito, la questione posta dall'arcivescovo non è nuova: un paese di antica cristianità che si sgretola cattolicamente propone una soluzione strutturale, mentre il magistero invita prima di tutto a una conversione missionaria. Il Belgio, dove il numero di sacerdoti è diminuito e dove la secolarizzazione erode la pratica, intende attingere dal bacino anglicano una riforma che Roma non ha voluto.
La disciplina latina può evolversi, ma sempre a livello della Chiesa universale. Nessun arcivescovo locale riapre da solo un dossier magisteriale. Affidiamo alla preghiera la fecondità delle vocazioni e alla vigilanza dei pastori il rifiuto dei raccorci istituzionali: preferire la struttura alla santità è sbagliare medicina.
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