Rome 23/06/20263Aggiungi ai preferiti

Il cardinale Camillo Ruini è deceduto il 17 giugno 2026 all'età di 95 anni. Vicario generale di Roma per diciassette anni sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, artefice del "progetto culturale", ha lasciato un'impronta decisiva sulla Chiesa in Italia.
Il cardinale Camillo Ruini è deceduto il 17 giugno 2026 all'età di 95 anni. È stato vicario generale di Roma dal 1991 al 2008, servendo sotto Giovanni Paolo II e poi Benedetto XVI. Ha anche presieduto la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) dal 1991 al 2007, per sedici anni consecutivi.
Leone XIV ha reso omaggio a "un fratello di profonda fede."
Ruini è la figura della Chiesa cattolica italiana degli anni 1990-2010. Vicario di Roma per quasi due decenni, è stato sia un gestore di un'amministrazione complessa sia un pensatore politico a lungo termine. Ha concepito e attuato la strategia del "progetto culturale" – il progetto culturale della Chiesa italiana, volto a reinvestire lo spazio pubblico attraverso la ragione e la fede coniugate.
Nel 2005, in occasione del referendum sulla procreazione assistita, ha svolto un ruolo decisivo chiamando i cattolici italiani all'astensione attiva. Questa strategia ha portato all'invalidazione del voto per mancanza del quorum. È stata una vittoria politica, ma soprattutto una dimostrazione che la Chiesa può pesare, attraverso vie interamente democratiche e senza violenza, nel dibattito civile.
Ruini non era solo un amministratore. Era un teologo che aveva integrato la svolta antropologica del Magistero post-conciliare. Il suo "progetto culturale" attingeva dal realismo tomista: l'intelligenza umana può conoscere la verità, la ragione naturale può riconoscere la legge morale, e la Chiesa ha il diritto – e il dovere – di partecipare al dibattito civile attraverso queste stesse vie razionali.
La Costituzione pastorale Gaudium et Spes (Vaticano II, 1965) afferma che la Chiesa "può e deve contribuire a rendere l'umanità più umana" (n. 40). Ruini l'ha preso sul serio. Non si è limitato a commentare l'attualità dall'interno della sacrestia. Ha partecipato al dibattito delle idee, assumendosi le conseguenze di questa scelta.
Lascia una domanda aperta: dopo Ruini, chi? La Chiesa italiana ha perso in due decenni una parte significativa della sua influenza culturale. Il *progetto culturale* è stato progressivamente messo in standby. La secolarizzazione è avanzata.
La vita di Ruini ricorda che una Chiesa che rinuncia a pensare – che rinuncia a impegnarsi nel dibattito delle idee con tutti i suoi strumenti intellettuali – perde più che influenza. Perde la possibilità di essere sale e luce nella città degli uomini. Non è un'eredità da archiviare. È una domanda rivolta a ciascuno di noi.
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Ruini a fait bouger les choses sans chercher les projecteurs, son projet culturel m’a vraiment parlé.
Le projet culturel de Ruini, c'était une bonne idée, mais j'ai souvent eu l'impression qu'il parlait plus aux élites qu'aux paroissiens ordinaires.
Je me souviens de son engagement pour la vie, mais dans les services, ça créait des tensions avec les équipes.