Gaza: Pizzaballa e Théophile tra le rovine - la Chiesa resta presente nel martirio

MondeRiservato ai membri 24/06/20264Aggiungi ai preferiti

Gaza: Pizzaballa e Théophile tra le rovine - la Chiesa resta presente nel martirio
Illustration : Marie Yukimura Saitō

Il 22 giugno 2026, il patriarca latino Pizzaballa e il patriarca ortodosso Teofilo III si sono recati insieme a Gaza. Nella parrocchia della Sacra Famiglia - unica parrocchia latina della città - i fedeli li hanno accolti con una gioia visibile tra le macerie.

Contesto

Il 22 giugno 2026, mons. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, e Teofilo III, patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, hanno effettuato una visita pastorale congiunta a Gaza. Si tratta della seconda visita dall'inizio della guerra nell'ottobre 2023. La comunità cristiana di Gaza, che contava circa 1.000 persone prima dei combattimenti, si è ridotta a poche centinaia: la maggior parte è fuggita al Cairo, ad Amman o a Betlemme.

I fatti

I due patriarchi hanno incontrato il clero, le comunità religiose, le famiglie cristiane rimaste e le persone colpite dalla crisi umanitaria. Nella parrocchia della Sacra Famiglia - unica parrocchia latina di Gaza, gestita dalle Suore di Madre Teresa - i fedeli li hanno accolti con una gioia visibile, secondo Vatican News, «nonostante lo stato di indigenza in cui vivono».

La Santa Sede ha inoltre preso la parola il 24 giugno davanti al Consiglio dei diritti umani dell'ONU a Ginevra, per bocca di mons. Balestrero, per chiedere la protezione dei bambini vittime della tratta nelle zone di conflitto - una realtà che colpisce direttamente le popolazioni cristiane del Medio Oriente.

Secondo i dati dell'Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), i cristiani rappresentavano circa lo 0,04% della popolazione di Gaza nel 2023 - circa 1.000 persone su 2,3 milioni di abitanti. La loro diaspora in corso potrebbe cancellare definitivamente una presenza cristiana bimillenaria in questa regione.

Analisi dottrinale

«Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35). La visita pastorale dei patriarchi non è un gesto simbolico: è il compimento della vocazione propria del vescovo, che è di essere con il suo popolo nella notte come nella luce. Sant'Ignazio di Antiochia, martire già nel II secolo, scriveva: «Dov'è il vescovo, lì è la Chiesa» (Lettera agli Smirnesi, VIII, 2).

La Chiesa non è un'ONG che gestisce l'emergenza a distanza: è una comunità di carne e sangue che condivide la vita dei suoi membri. La presenza fisica a Gaza, in condizioni di pericolo reale, è una testimonianza evangelica che vale mille discorsi.

Sfide per la Chiesa e i fedeli

La visita congiunta di un patriarca latino e di un patriarca ortodosso è anche un forte segno ecumenico. Nell'avversità comune, le Chiese si ritrovano unite da ciò che è essenziale: la fede in Cristo, la prossimità con i sofferenti, la speranza.

Il rischio pastorale è l'esodo definitivo. Se le condizioni di vita non miglioreranno, le ultime famiglie cristiane potrebbero partire, lasciando Gaza senza presenza cristiana per la prima volta in duemila anni. Sarebbe una perdita irreparabile per la geografia della Chiesa universale e per la memoria vivente dei luoghi evangelici.

Lettura critica e punti ciechi

Il punto cieco è politico: nessuna delle parti in conflitto - Hamas, Stato di Israele, potenze mediatrici - ha proposto uno status di protezione specifico per le comunità religiose di Gaza. I cristiani sono le vittime silenziose di una guerra che non li riguarda direttamente ma che li distrugge.

Il rischio della visita pastorale è anche di essere strumentalizzata: alcuni attori politici sfruttano la presenza cristiana a Gaza come argomento nel dibattito sul conflitto. I patriarchi hanno avuto cura di limitare il loro messaggio alla dimensione pastorale e umanitaria.

A meditare e agire

«Ricordatevi dei carcerati come se foste in carcere con loro» (Eb 13,3). Sostenere l'ACS, Porte Aperte e la Fondazione pontificia per la Terra Santa: sono gesti concreti perché la Chiesa di Gaza non scompaia nel silenzio del mondo.

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Pierre-Antoine VasseurGrand reporter, Église universelle & persécutions
Grand reporter, il suit l'Église universelle et les chrétiens persécutés à travers le monde.
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Commenti (4)
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passionné_eco Avvio25 Jun 2026 · 21:57

Deux patriarches ensemble à Gaza, c’est rare et ça fait du bien. Ça montre que l’Église ne lâche pas ses brebis, même sous les bombes.

C.M. Avvio25 Jun 2026 · 18:13

Deux patriarches ensemble à Gaza, ça réchauffe le cœur. Même au milieu des ruines, l'Église ne lâche pas ses enfants.

J.P.R. Avvio Benefattore25 Jun 2026 · 17:01

C’est beau de les voir unis, mais franchement, on se demande ce qu’ils vont faire pour aider ceux qui restent. Des mots, c’est bien, mais du concret ?

CurioBretagne Avvio24 Jun 2026 · 20:21

C’est bouleversant de les voir là-bas au milieu des ruines. Prions pour que cette visite apporte un peu de réconfort aux chrétiens de Gaza.

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