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Il Papa ha salutato all'Angelus la beatificazione, sabato 25 luglio 2026 in Libano, del patriarca maronita che ottenne nel 1920 la proclamazione del Grande Libano.
Léon XIV ha reso omaggio, al termine dell'Angelus di questa domenica 26 luglio 2026, al nuovo beato Élias Hoayek (Ilyas al-Huwayik, 1843-1931), patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 alla sua morte, beatificato il giorno precedente, sabato 25 luglio 2026, in Libano. Il Papa lo ha definito un uomo di «dialogo e speranza», secondo Vatican News in lingua araba. Vatican News nelle edizioni inglese e francese, del 26 luglio, hanno diffuso la notizia. Hoayek aveva guidato nel mese di ottobre 1919 la delegazione libanese alla Conferenza della Pace di Parigi. Ottenne poi dalle autorità francesi e dal generale Henri Gouraud, allora alto commissario per il Levante, la proclamazione del Grande Libano il 1° settembre 1920, dalla residenza dei Pini a Beirut.
Léon XIV, che non ha mai smesso di chiedere la pace in Medio Oriente (ancora questa domenica riguardo al Libano e a Gaza), ha fatto con questa beatificazione una scelta altamente simbolica. Il nuovo beato ricorda che la presenza cristiana nel Levante non è un accidente della storia, ma un fondamento del Libano stesso. Il Compendio della dottrina sociale della Chiesa sottolinea che il pastore, nelle sue attribuzioni proprie, come il fedele laico, è chiamato ad animare le realtà temporali secondo il Vangelo. L'esempio di Hoayek mostra che un patriarca può, senza compromessi spirituali, essere un artefice di patria. Questo segnale, nel momento in cui il paese dei Cedri oscilla tra guerra ai suoi confini e fragilità confessionale interna, è un appello alla responsabilità dei cristiani d'Oriente e alla vigilanza dei cristiani d'Occidente.
Una nazione che dimentica i suoi santi fondatori dimentica la sua ragione d'essere. Nostra Signora del Libano, pregate per il vostro popolo.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.